4 nuovi fattori SEO da considerare per il tuo blog

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La SEO è una branca del web marketing assolutamente da considerare se si possiede un blog. È molto raro trovare un blog di successo che non abbia un occhio di riguardo (anche due!) al posizionamento dei suoi articoli sui motori di ricerca.

L’algoritmo di Google, come quello di un qualsiasi motore di ricerca, è in costante evoluzione ed è obbligatorio restarne informati per mantenere aggiornata la strategia di SEO implementata per il proprio blog.

Sebbene tu sia già a conoscenza dei fattori principali di una buona strategia SEO (l’utilizzo delle giuste parole chiave, degli header, la stesura dei contenuti, eccetera), sono presenti alcuni sviluppi SEO di cui probabilmente non sei ancora informato.

Guardiamo insieme i 4 più recenti e molto importanti fattori da considerare per il tuo blog!

1. Google Mobile-First Index: non puoi più ignorare gli utenti che arrivano da mobile

Un dato molto importante da considerare è che lo scorso novembre, per la prima volta nella storia di Internet, il numero di utenti che si connessi da mobile ha superato gli utenti desktop e laptop con un 51,3% del totale.

Il fatto che la percentuale sia maggiore solo di 1,3% non vuol dire che non sia da considerare, dal momento che questa è in costante crescita negli ultimi anni!

Google ha già avuto un importante occhio di riguardo nell’aprile 2015 con l’aggiornamento chiamato Google Mobilegeddon, il quale ha penalizzato la maggior parte dei siti web italiani vista la loro non adeguatezza.

Verso la fine del 2016 è stato annunciato Google Mobile-First Index con cui adesso, in sostanza, il motore di ricerca favorisce il posizionamento ai siti web ottimizzati per i dispositivi mobili. Blog e siti web che non rispondono ai requisiti richiesti saranno retrocessi nei risultati di ricerca.

A farla breve, l’ottimizzazione mobile non è più un’opzione ma una necessità per essere visibili ai tuoi possibili lettori e clienti. Non sai come adattare il tuo blog? Ecco alcuni modi per farlo.

1.1 Rendere il sito web responsive

Avere un sito web responsive significa possedere un sito web che si adatti ad ogni tipo di device, mantenendo sempre lo stesso contenuto.

realizzazione di un sito web responsive con torino.marketing

Se il tuo blog dispone di questo requisito, Google ti riconoscerà come sito web mobile-friendly aiutandoti a scalare le posizioni delle parole chiave che ti interessano.

Aiuterai inoltre i tuoi utenti ad avere un’ottima esperienza di navigazione portando maggiore coinvolgimento e frequenze di rimbalzo più basse, migliorando di conseguenza il proprio profilo SEO.

Per attuare questo cambiamento in modo fai da te è necessario avere delle competenze tecniche complesse, ma utilizzando piattaforme gratuite come WordPress non avrai più di questi problemi! CMS come questo utilizzano di base design responsive per il tuo sito web vetrina, blog o ecommerce.

1.2 Google AMP: pagine mobile accelerate

Accelerated Mobile Pages (AMP) è una recente iniziativa di Google simile a Facebook’s Instant Articles. Si tratta di un’ottimizzazione delle pagine eliminando le risorse grafiche e non (come ad esempio i plugins) eccessive, migliorandone la velocità.

Google preferisce i siti web e i blog che soddisfano questo requisito, e vengono aiutati a scalare i suoi indici. Questi sono chiaramente contrassegnati con il tag AMP.

tag amp di google nella serp

Se utilizzi WordPress, è possibile attivare AMP sul tuo blog utilizzando questo plugin.

2. È necessario avere un protocollo sicuro HTTPs

A partire da gennaio 2017, tutti i siti web che non dispongono di un protocollo sicuro HTTPs vengono etichettati come “Non sicuri” nella barra degli indirizzi di Google Chrome. Non è bello, non credi?

avviso di google chrome sito non sicuro http

Questo è solamente il primo passo: Google ha altri progetti a riguardo per il futuro. In parole semplici, se vuoi evitare potenziali sanzioni o retrocessioni nel motore di ricerca, ti consiglio di installare un certificato SSL spostando il sito da HTTP a HTTPS. Se non sai come fare, contatta il tuo provider.

3. Google RankBrain: le parole chiave si sono evolute

Nel corso degli anni, Google è diventato molto più intelligente in ottica di comprensione delle intenzioni di chi effettua una ricerca. Questo per fornire i risultati di maggior qualità possibile a chi lo utilizza!

Ad ottobre 2015 è stato lanciato il terzo algoritmo più importante di Google: RankBrain, che classifica i contenuti in base all’intento del ricercatore. Dopo questo algoritmo, Google è in grado di ordinare miliardi di pagine ed individuare le più rilevanti per ogni query di ricerca in base a gruppi di parole chiave presenti nel contenuto di ognuna di esse.

Nel linguaggio di Google si chiama LSI, Latent Semantic Indexing. Quando un contenuto dispone di parole chiave LSI in aggiunta alla parola chiave generica, la pagina sarà più facilmente comprensibile da Google che ti posizionerà per parole chiave più targetizzate.

Il modo più semplice per trovare le parole chiave LSI è guardando le ricerche correlate ad ogni ricerca, subito sotto la SERP di Google. Un esempio delle parole chiave LSI per quanto riguarda la parola chiave “servizi seo”:

cosa sono le parole chiave lsi

Esistono inoltre tool gratuiti come LSI Graph o AnswerThePublic per ottenere suggerimenti per le parole chiave da utilizzare per il tuo sito web.

Tutto questo è una grande notizia per i blogger. Se una volta per soddisfare alcuni requisiti SEO si doveva compromettere la qualità dell’articolo, grazie a questo algoritmo ora ci si può concentrare solo ed esclusivamente al fornire il miglior contenuto per il tuo lettore, senza variarne la sua natura.

4. Una buona email list può migliorare il tuo posizionamento

Con un buon elenco di persone fedeli iscritte alla tua newsletter, puoi continuare a guidare il traffico gratuito sul tuo blog anche se tutti i motori di ricerca dovessero sparire dal web. Questo è possibile invitando le persone iscritte a tornare a leggere i nuovi articoli del tuo blog.

Uno degli obiettivi fondamentali di Google è quello di fornire i risultati di ricerca più importanti e rilevanti per i propri utenti. Per far ciò, utilizza tra i tanti fattori 3 importanti dati determinanti quali: qualità dei contenuti, tempo impiegato sul sito e segnali dai social.

Mi spiego meglio, se tanti lettori trascorrono tanto tempo su una determinata pagina e e decidono di condividerla sui social network, Google la considererà come una pagina di ottima qualità e la aiuterà a scalare il suo indice per le parole chiave interessate.

Grazie alla vostra email list puoi far tornare sul tuo sito lettori interessati che spenderanno del loro tempo per leggere i nuovi articoli, e saranno più propensi anche al condividerlo nelle loro bacheche sui social media.

Non è assolutamente un caso che i maggiori blog esponenti nel web spendano centinaia di migliaia di dollari in email marketing per coinvolgere e far crescere la loro base di abbonati.

Conclusione

Come abbiamo visto Google sta puntando tutto sulla qualità dei contenuti ed è ormai quasi impossibile prenderlo in giro vista la sua intelligenza in continua crescita. Questa è una fortuna: il buon lavoro verrà premiato e non sarà messo in secondo piano a causa di stupidi trucchetti come qualche anno fa.

Voglio sentire qualche tuo parere, cosa ne pensi? Esprimi la tua opinione con un commento.

By | 2017-05-30T17:40:02+00:00 maggio 30th, 2017|SEO|0 Commenti